Predatori criminali ? Confrontiamoci, ma evitiamo estremismi irrazionali…


Ho guardato con attenzione il video di Giacomo Moro Mauretto sul suo canale youtube.

Tema e problematiche che ci vedono da tempo impegnati attivamente.

Linko altri mie precedenti articoli sullo stesso argomento:

https://www.gattisupallosu.org/e-i-gatti-doc-rimasero-in-tre-fauna-selvatica-rispettata-grazie-alle-sterilizzazioni/

Per questo volentieri

accetto il confronto e ho risposto così a questo fresco nuovo video di Giacomo Moro Mauretto sul suo canale youtube.

Nostro salvataggio di un piccolo cavaliere d’Italia

Ecco anche qui la mia risposta al video sul canale youtube di Giacomo Moro Mauretto.

Cit.—-C’è un passaggio della tua tesi che è oggettivamente carente. Quando parli delle colonie feline e della sterilizzazioni. Della prima appare che tu non conosca proprio la sua definizione normativa e che (come molti purtroppo) la confonda con la nozione sbagliata comune. Occorre intanto distinguere una situazione di fatto di colonia e quella di colonia felina riconosciuta. Mischiare le due realtà è superficiale e porta a considerazioni errate nei presupposti. La colonia felina per definizione normativa (di riconoscimento istituzionale della stessa) e scientifica, non è affatto, al contrario di quanto affermato qui, un luogo dove buttare o sistemare più gatti possibile. Al contrario la colonia felina di fatto è un sito nel quale esiste una situazione e i riconoscimento della stessa ha come obiettivo stesso a lungo termine l’eliminazione stessa del randagismo e quindi della stessa colonia. Infatti le colonie feline riconosciute formalmente ai sensi della n.281 del 1991, hanno l’obbligo, non la facoltà bada bene, di sterilizzazione per tutti i felini presenti. Pertanto il primo atto in favore della fauna selvatica e degli uccelli è proprio il riconoscimento stesso di tutte le colonie feline- anche nelle isole e in aree SIC- per le quali viene presentata domanda e sempre più spesso inopinatamente bocciata da tante amministrazioni locali. In secondo luogo, collegato al primo, occorre sottolineare che la sterilizzazione non solo riduce matematicamente l’attività predatoria dei gatti, con il contenimento (matematico-numero delle nuove nascite, ma anche perché ne modifica radicalmente il comportamento e l’attività dei gatti che vengono sterilizzati. Un gatto sterilizzato (e aggiungo io anche regolarmente nutrito) infatti, come ampiamente dimostrato in letteratura, riduce spazio, territorialità e dunque anche la sua predazione. Su altre considerazioni non solo sono d’accordo, ma mi sono portato avanti nei tempi. Gestisco un’oasi felina oggi di 27 gatti e ben 7 di questi sono collocati in uno spazio chiuso per scelta anche e proprio per ridurre a zero la loro attività predatoria. Prima di criminalizzare, eradicare ecc non solo occorre sempre contestualizzare e riportare ogni sedicente studio alla realtà in cui si crede di poterlo utilizzare per la decisione di provvedimenti irreversibili, ma occorre anche fare i conti con un altro aspetto che hai solo sfiorato nel video.

Ovvero, se eradichiamo totalmente i gatti da un sito, qualunque esso sia, occorre sapere quali conseguenza potrà avere, anche sanitariamente e sull’uomo, il potenziale aumento della popolazione dei roditori (topi in primo luogo) in quello stesso sito.

Un caro saluto.

Andrea Atzori

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