Sasà e Arturo: dalla Sardegna a Milano e Marsiglia (passando per Su Pallosu)

Da Putzu Idu e Torregrande, rispettivamente in Francia a Marsiglia e a Milano.E’ il tragitto di due splendidi gatti sardi abbandonati che hanno avuto la fortuna d’incrociare delle turiste venite in vacanza nell’isola, si sono innamorate di loro e hanno preso la decisione di portarli a casa.

Arturo di Torregrande, adottato in Lombardia

Arturo è un gattone siamese di 3 anni di età, che da una 20 di giorni era spuntato a Torregrande, da qui con l’aiuto determinante dei gattari di Oristano Erika Podda e Andrea Pala (fondatori dell’Associazione Gli Amici di Tomy e Romy) , il felino è stato come si dice in gergo “stallato” ovvero ospitato provvisoriamente all’Oasi di Su Pallosu per poi partire via Genova, verso la Lombardia dove erano in lista d’attesa già due richiedenti.

La partenza di Arturo da Su Pallosu con la turista Annalisa D’Amore

Sasà invece era un gattino rosso di meno di un mese, sbucato da sotto una macchina nella marina di San Vero Milis, esattamente a Putzu Idu.

Le giovani turiste francesi con Sasà di Putzu Idu

Stavolta ad accorgersi di lui sono state due giovani turiste francesi, che anche in questo caso dopo l’assistenza e lo stallo fornito dall’Oasi Felina di Su Pallosu (era pieno di pulci ed è stato curato a dovere) ha varcato il mare per poi giungere a Marsiglia.

Sasà già arrivato in Francia a Marsiglia

L’emergenza felina in Sardegna è perenne.

Chi vuole aiutare adotta e porta a casa.Non ci sono gattili pubblici, rifugi privati sono strapieni, i volontari e le associazioni sono stracariche.

” Noi non prendiamo mai e per nessun ragione altri gatti-spiega Irina Albu dell’Oasi Felina di Su Pallosu– ne gestiamo con fatica e impegno 45, 29 dei quali liberi e ben 16 nei nostri rifugi, senza mai aver avuto alcun aiuto da parte di istituzioni o enti pubblici.

E sarebbero 6 (è questo il numero dei gatti autoctoni di Su Pallosu ndr) se non avessimo avuto qui oltre 300 gatti abbandonati in dieci anni.In parte questi sono morti e un’altra parte siamo riusciti a farla adottare.

Tutti i nostri gatti sono sterilizzati.

Riceviamo svariate decine di appelli e chiamate al mese, quasi una al giorno, da tutta la Sardegna e pure dal continente, per questo il miglior gesto per salvare un gatto è adottarlo a casa propria.Per questo quando riceviamo segnalazioni di gatti in pericolo o bisognosi possiamo solo fornire assistenza, collaborazioni e stalli affinché i gatti trovino al più presto una famiglia che li adotti”.

“Gli abbandoni ci sono-aggiunge Andrea Atzori dell’Oasi di Su Pallosu – perchè troppi proprietari di gatti non sterilizzano i loro e pensano bene di risolvere la loro “grana” abbandonando le loro cucciolate in ogni dove.Più della metà di questi muoiono e sono in gran parte gattini che non hanno mai visto la loo mamma e non sono svezzati, ovvero in grado di mangiare autonomamente.Per questo non ci stancheremo mai di ripetere due parole d’ordine: sterilizzare e denunciare.

Sterilizzare sempre, sia maschi che le femmine e denunciare all’autorità giudiziaria-come facciamo sempre noi- ogni qual volta assistiamo ad un abbandono animale.La repressione funziona, da quando sono arrivate diverse condanne da parte del Tribunale di Oristano, con relative sanzioni, che possono arrivare sino a diecimila euro, il numero di abbandoni è diminuito.Abbandonare un animale è sempre un reato ovunque venga commesso ed è un crimine ancora di più malvagio quando avviene davanti ad un’Oasi come la nostra o ad una colonia felina.

Vorrei evidenziare che purtroppo la stessa recente ultima campagna della Regione contro gli abbandoni parla esclusivamente di cani e si è “dimenticata” colpevolmente dei gatti.

Questo è un fenomeno comune a molte amministrazioni che pensano che le norme riguardino solo i cani, ma non è così.Altro problema sono gli ostacoli quasi sempre pretesti, al riconoscimento delle colonie feline (in grado di garantire le sterilizzazioni gratuite), attualmente nell’isola solo poco più di duecento.Un numero che va incrementato al più presto attraverso politiche attive di contenimento del vagantismo animale “.

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